Negli anni scorsi leggevo e sentivo parlare (sentivo per modo di dire…) di realtà chiamate “barriere architettoniche”.

Queste fantomatiche barriere architettoniche me le figuravo come dei reali e concreti muri invalicabili. Come delle strutture concepite senza rispetto e coscienza: delle costruzioni che deturpavano la città o che impedivano alle persone di vivere imprigionandole entro confini definiti dai quali erano ingabbiati limitando la loro vita.

Barriere architettoniche come enormi contruzioni? Niente di più sbagliato.

Eccome come viene definita la barriera architettonica da wikipedia:

Qualunque elemento costruttivo che impedisca, limiti o renda difficoltosi gli spostamenti o la fruizione di servizi (specialmente per le persone con limitata capacità motoria o sensoriale, cioè portatrici di handicap).

Mi piace molto quello “specialmente” è come un silente avvertimento o un campanello d’allarme per dire: “Guarda che questa cosa non riguarda solo GLI ALTRI, apri gli occhi e pensaci ora perché poi potrebbe capitare anche a te e sarà troppo tardi”

No, non fraintendermi. Non auguro a nessuno un handicap fisico o sensoriale. Semplicemente potrebbe accadere (spero mai per nessuno di noi che sta leggendo queste parole) che, non so, scivolando su una buccia di banana ci sloghiamo una caviglia! (anche perché la nostra città è davvero piena di bucce di banana lasciate appositamente per terra per farci slogare una caviglia!).

E qui inizia l’odissea. Prova a pensare il tuo percorso per recarti al lavoro o a scuola:

  • Devi uscire di casa e chiudere la porta: con una mano sola usare le chiavi non è per nulla facile. Se appoggi la stampella cadi, se non l’appoggi non riesci a prendere le chiavi.
  • Entrare e uscire dall’ascensore: sei fortunato se hai le porte automatiche che si chiudono da sole e a te basta schiacciare un bottone, ma se le porticine che devi chiuderle manualmente? Devi schiacciarti contro la parete perché la stampella non ci sta o peggio ancora farti le scale a piedi perché qualche vicino del piano di sopra ha sbadatamente dimenticato di chiuderle.

Bene, sei riuscito ad arrivare al portone ora ti tocca fare la strada per recarti al lavoro o a scuola.

  • Quanti gradini incontri?
  • Come fai a salire sul pullman quando e completamente pieno?
  • Come fai a SALIRE sul pullmann?
  • Come fai a sederti quando nessuno cede il posto perché immerso nel suo egoistico cellulare?
  • E le frenate brusche?
  • Come fai a reggerti?

Hai bisogno che continui? Credo di no… e credimi: hai solo una stampella e puoi ancora muoverti autonomamente! Pensa a chi è in carrozzina e da quella carrozzina non può alzarsi!

Ecco, spero di aver illuminato un piccolo sprazio della vita di chi è costretto a vivere le barriere architettoniche. La prossima volta che incontriamo “qualcuno che è scivolato su una buccia di banana della vita” cerchiamo di avere un po’ di empatia.

buccia di banana
a tutti potrebbe capitare di scivolare su una buccia di banana

BARRIERE ARCHITETTONICHE DEI SORDI

Se vogliamo, è abbastanza facile identificare le barriere architettoniche fisiche per chi ha problemi di deambulazione. Le vediamo, sappiamo cosa sono e di conseguenza possiamo aiutare le persone in difficoltà. La barriere architettoniche dei sordi sono molto più difficili da identificare. Non si vedono, non “esistono”. Più che barriere architettoniche sarebbe corretto chiamarle BARRIERE SENSORIALI perché davvero coinvolgono i sensi e in particolare l’udito, nel mio caso.

Le ho divise in due categorie: barriere sensoriali sociali e barriere sensoriali individuali e ambientali.

BARRIERE SENSORIALI SOCIALI

Tutto ciò che coinvolge un grande numero di persone tra cui anche sordi e basterebbero piccoli accorgimenti per rendere la vita davvero più semplice e con meno frustrazioni. Qualche esempio? Eccomi!

Oggi sono andato a fare la spesa in un supermercato ho preso la metropolitana (Metropolitane Milanesi di Milano n.d.r.), mi sono seduto sulla panchina e ho aspettato il treno. Il visore che segnala i minuti mancanti all’arrivo del treno e la direzione del treno è fermo a solo 1 minuto di attesa. “Molto bene” penso tutto contento “manca poco e tra poco arrivo al supermercato.

Passa un minuto, ne passano due e ne passano dieci e il treno non arriva. Vedo che la gente se ne va e non mi degna di uno sguardo. Il display è sempre fermo a 1 minuto di attesa… cosa costava SCRIVERE che il treno e la linea ha avuto un guasto e che l’autobus sostitutivo aspettava i passeggeri in superficie? Avrei capito anch’io e tutte le persone che ancora erano sedute ad aspettare.

Decido così di andare a fare la spesa più vicino. Entro nel supermercato e compro tanta verdura fresca (devo pur preparare il pranzo di Pasqua!), compro gli ovetti di cioccolato per i miei nipotini e vado alla cassa. Caso vuole che abbia dimenticato la carta di credito sul tavolo del computer e devo pagare in contanti.

La cassiera mi dice il totale OVVIAMENTE senza guardarmi in faccia e OVVIAMENTE io non capisco e tiro fuori 20 euro. OVVIAMENTE la cassiera aspetta ancora e tiro fuori altri 5… e via così finché OVVIAMENTE non arrivo alla cifra giusta. Che frustrazione! Perché la cassa non ha un VISORE, UN DISPLAY OTTICO sul quale posso leggere tranquillamente quanto devo pagare? forse non sanno che per i sordi è molto difficile capire le cifre?

Questi sono solo 2 piccoli episodi che ingrossano il fegato. (nel prossimo articolo parlerò nel dettaglio di come… non farmi diventare il fegato amaro). Bastano piccoli accorgimenti per rendere meno frustrante e più chiaro per tutti, non solo per chi sente, ciò che sta accadendo. tutto ciò renderebbe i servizi  più fluidi e invoglierebbero il cliente a tornarci.

DISPLAY
DISPLAY OTTICO PER LE CASSE DELLA CUSTOM

BARRIERE SENSORIALI INDIVIDUALI E AMBIENTALI

In questa categoria raggruppo tutte quelle barriere che si creano TRA LE PERSONE e di queste barriere che ci creano frustrazione, non si rendono conto.

Non è che le persone sono tutte cattive e non vogliono faci capire cosa stanno dicendo. Non credo esistano persone così perfide. Semplicemente non sono coscienti del fatto che non percepiamo il parlato come loro o si dimenticano del fatto che siamo sordi.

Per mia fortuna lavoro come commesso in un grande negozio e il mio settore specifico è la cartoleria (non sapete quanto la ami!) e qui ho la fortuna di incontrare tante persone diverse. Quando i clienti si avvicinano a me hanno l’intenzione di comunicarmi una loro esigenza.

Ci sono 2 principali clienti:

  1. quelli che salutano cordialmente
  2. quelli che pensano di essere in un confessionale.

Per me sordo, il saluto è fondamentale: in quelle poche parole cerco di capirne la “parlata e stile” per sintonizzarmi su di loro.

  • parlano con un volume medio di voce che sovrasta l’immancabile rumore di fondo,
  • mi guardano in faccia e non si voltano mentre parlano,
  • esprimono il concetto con più parole e muovendo le labbra.

Che persone meravigliose! Stenderei un tappeto rosso per loro, gli darei una medaglia e li abbraccerei.

“BuongioVno, mi scusi. CeVcavo una boVsa teVmica”

Ok, sto esagerando. Ma è per farvi capire che la signora in questione, nonostante lo spiccato difetto di pronuncia SA COME COMUNICARE LA PROPRIA ESIGENZA che io sono super felice di accontentare ma…

L’agguato è dietro l’angolo. Arriva il signore che “deve confessarsi”.

La tipologia è sempre la stessa:

  • non saluta
  • parla a un livello sonoro al limite dell’udibile
  • si esprimono con monosillabi
  • non muovono le labbra che sembrano di legno tornito
  • e, dulcis in fundo, si voltano mentre parlano.

Ecco, io vorrei tanto capirli, ma non mi è possibile! (ovviamente è un cliente che voglio servire e nessuno, se arriva nel mio reparto, deve tornare a mani vuote a parte chi magari sta cercando un paio di collant con paillette o un mazzuolo forgiato a caldo)

In questo caso la BARRIERA SENSORIALE e’ CREATA DALLE PERSONE CHE NON SANNO CORRETTAMENTE RAPPORTARSI INDIVIDUALMENTE CON IL SORDO O QUALUNQUE ALTRA PERSONA (di come rapportarsi con i sordi parlerò in un prossimo articolo)

BARRIERE SENSORIALI AMBIENTALI

Quando porto fuori i cani per l’ultima passeggiata della giornata solitamente incontro al parco tanti altri proprietari di cani. Si fa amicizia con tutti loro ed è davvero bello vedere i cani che giocano e parlare del più e del meno… ovviamente per chi non è sordo!

La sera c’è BUIO e i lampioni rischiarano solo in parte l’ambiente. Come faccio a leggere le labbra se sono al buio?

Aggiungete anche la difficoltà di:

  • capire chi parla mentre cammina stando di lato e non di fronte
  • guardare chi parla al buio
  • stare attenti a dove si mettono i piedi (quindi distogliere frequentemente lo sguardo da chi parla)
  • sottofondo di rumori dell’ambiete
  • capire ciò che si sta dicendo
  • stare attento al mio cane

No, non posso, io non posso capire per cui mi limito a salutare i cani e i padroni e lascio a chi sente la possibilità di chiacchierare.

Se non è buio un’altra barriera è sicuramente il VENTO e la PIOGGIA.

Sapete come e cosa sente un sordo portatore di protesi quando soffia il vento? Volete provare questa eccitante esperienza? Bene. Accendete l’asciugacapelli e direzionate l’aria dentro un orecchio. Ora provate voi a capire cosa stanno dicendo gli altri.

La pioggia poi… non tutti le protesi acustiche sono impermeabili e bisogna proteggerle dall’acqua. Ovviamente l’ombrello è indispensabile, ma le gocce di pioggia arrivano alle orecchie ed è indispensabile un cappuccio. Ecco. Volete sapere come sente un sordo con un cappuccio in testa? Vi servono due cose: una carta di caramella e un amico che sappia fischiare. Mentre stropicciate la carta davanti all’orecchio, per simulare l’attrito del cappuccio ad ogni passo e movimento sull’apparecchio acustico, fate fischiare il vostro amico per imitare il feedback (il classico fischio degli apparecchi acustici).

Per questo tipo di barriera architettonica davvero c’è poco da fare se non quello di aspettare che il maltempo passi…

Anche qui faccio appello alla tua empatia.

Se un Mauro sordo non capisce sempre tutto quello che dici non è perché non ne ha voglia.

Ripetimi, per favore, e… sarai  più fortunato.

grazie

prendimi per mano
karma

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